Imparare l’hiragana

L'hiragana deriva dai kanji
L’hiragana deriva dai kanji

Corsivo, piu’ o meno

Lo hiragana (平仮名), che significa “carattere prestato di uso comune”, è il sistema di scrittura più facile da imparare e permette di scrivere qualunque cosa in giapponese: non tutti sanno leggere correttamente i kanji a causa del loro elevato numero e utilizzano quindi l’hiragana.

A cosa serve?

Lo hiragana serve per parole che non hanno un loro kanji, particelle o suffissi. É spesso usato per parole dove si presume che il lettore non conosca la forma ideografica di un kanji, ad esempio i bambini delle scuole elementari o lettori di riviste di basso livello.
Anche le inflessioni dei verbi e degli aggettivi si scrivono in hiragana.
Il furigana invece, è un altro uso molto frequente dello hiragana, con il fine di rappresentare la pronuncia del kanji quando questo è poco noto, o in ambito didattico: in questi casi il carattere fonetico è scritto in piccolo sopra a quello ideografico.

INDICE

Kana Master on His Way

Impariamo passo passo come scrivere corretamente l’hiragana, composto da 46 sillabe.
Dividerò le sezioni in “serie” e le definirò con il suono prevalente. Nel primo esempio vedremo la serie delle A.

In ordine: A, E, I, O, U

seriea
La serie delle A

Per scrivere correttamente ogni kana è necessario immaginarselo inserito in un ipotetico quadrato: ogni sillaba in giapponese (compresi i kanji) è confinata in un quadratino dal quale non può uscire, occupando lo stesso spazio in ogni occasione.

Il piccolo segno alla fine della “i” e della “o” si chiama hane e si porta dietro il retaggio della scrittura a pennello. Quando i kana erano scritti con l’inchiostro, per dare velocità alla scrittura si passava da una sillaba all’altra “portandosi dietro” un piccolo baffo. Oggi, con i computer e le penne moderne, non è più una questione di velocità, ma di tradizione.

Nodi marinari

Cosa cambia tra queste parole? fornotorno
Semplicemente una lettera la f/t che se scritte in maniera sbagliata si possono facilmente confondere. Scrivere correttamente l’hiragana serve proprio ad evitare questi errori. Detto fra di noi, ho scoperto di scrivere meglio in giapponese che in alfabeto latino, e secondo questa differenza si nota più che altro con il katakana e la temibile serie so – shi – tsu – n, ma la vedremo più tardi.

Cliccate sulla sillaba per vedere l’ordine dei tratti!

a Fate attenzione ai “nodi” che si formano tra la parte verticale e quella tondeggiante: devono formare delle croci!

e Per scrivere una “e” riconosciuta tra i suoi pari, fate vedere l’onda alla fine. Stilosa.

i Il carattere più stron difficile di tutti. Tutta colpa di quell’hane che so che odierete, ma ci va lo stesso. É la regola.

o Anche qui, l’hane è importante. Ma non importante quanto rendere quella rotondità perfetta con un singolo colpo di penna.

u Scrivendo la “u” non dimenticate mai che i due segni sono contrari tra di loro; uno va da una parte, l’altro dall’altra.

La serie delle K e delle G

Anche in questo caso ci sono numerosi hane e alcune precisazioni sul come scrivere alcuni caratteri. Soprattutto き infatti, è scritto in due modi: o tutto attaccato, come in questo caso, oppure con la prima parte separata dal resto, ma si tratta solo una differenza grafica.

In ordine: KA, KE, KI, KO, KU

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Ogni tanto una buona notizia

La volete una buona notizia? Ci sono 46 sillabe nell’hiragana, ma basta imparare 8 serie, grazie a quel magico segno grafico chiamato dakuten. *coro mistico*
Il dakuten è un piccolo carattere, simile al ” che se apposto alla fine di certe sillabe, cambia il loro suono rendendolo più duro: la KA con il dakuten diventa GA, la SA diventa ZA e così via.

In ordine: GA, GE, GI, GO, GU

serieg

Cliccate sulla sillaba per vedere l’ordine dei tratti!

kaか が Quando scrivete la KA cercate di inserirla in un triangolo immaginario. Quando scrivete GA, cercate di renderla armonica!

keけ げ Per rendere la KE perfetta, fate attenzione all’hane sulla sinistra e all’inclinazione della parte destra verso l’interno.

kiき ぎ Scrivendo la KI, immaginate di falla appoggiare su un ovale.
Qui potete scegliere se farla tutta attaccata o staccata. La seconda è per i though guys

koこ ご
Pure il KO è difficile da scrivere bene, perchè deve dare l’idea di un = ma tondeggiante. L’hane superiore verso l’interno è fondamentale per dare il senso di movimento.

kuく ぐ Niente di difficile, basta fare un angolo retto.


La serie delle S e delle Z

Se fino ad adesso le sillabe hanno avuto un senso, d’ora in poi bisognerà fare attenzione a certe accortezze. In questo caso è shi che dovrebbe essere si, ma sfortunatamente questo suono non esiste in giapponese.

In ordine: SA, SE, SHI, SO, SU

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Quando aggiungiamo il dakuten c’è un piccolo accorgimento: SHI si trasforma in JI e non ZI!

In ordine: ZA, ZE, JI, ZO, ZU

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saさ ざ É pressochè identico a き, ma con una stanghetta invece che due. Anche qui vale la regola del tratto spezzato o tratto pieno.

seせ ぜ Scrivendo SE fate attenzione a far curvare verso l’interno il braccino!
Detto fra di noi, loro lo iniziano da destra, ma voi fregatevene 🙂

shiし じ Pure SHI è difficile da scrivere. Dovete fare una specie di amo, ma non chiudetelo verso l’interno.

soそ ぞ A me piace tanto il SO. E anche qui si può decidere di scriverlo in due modi, scegliete quello che preferite!

suす ず Quello che contraddistingue il SU è il cerchio centrale, i giapponesi molte volte lo esagerano, ma voi cercate di lasciarlo all’interno della linea orizzontale.

La serie delle T e delle D

Anche in questa serie c’è un intruso. Sto parlando di CHI, che tra l’altro dakutenizzato (l’ho inventato ora sto termine) diventa ancora una volta JI: dov’è l’arcano? Lo vedremo più tardi nella sezione Regole generali di lettura, per ora non preoccupatevi.

L’altro outsider è TSU: non esiste il suono TU in giapponese.

In ordine: TA, TE, CHI, TO, TSU

seriet

Anche in questo caso, aggiungendo il dakuten si avranno altri suoni. In particolare CHI diventerà di nuovo JI, e TSU diventerà DZU (si legge comunque ZU)

In ordine: DA, DE, JI, DO, DZU

seried

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taた だ Avete notato il piccolo こ vicino alla croce?
In effetti è abbastanza carino, dai.

teて で Il TE assomiglia ad un 7, ma più tondeggiante.
Cercate di dare il senso di “chiusura” tra il tratto orizzontale e la gobba!

chiち ぢ E’ uguale a SA, ma nell’altro verso.
Per ricordarvelo, pensate al numero 5.

toと ど Il TO è come un piccolo sacchetto dove inserire il dito.
(Cosa vorrà mai dire)

tsuつ づ Questo è facile. TSU di TSUNAMI!
Cattiva però ve lo farà ricordare.

La serie delle N

No dakuten this time. In compenso però, la serie N è fantastica. L’unico problema è che le sillabe si assomigliano tutte.

In ordine: NA, NE, NI, NO, NU

serien

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na Non so voi, ma a me ricorda una N. Mi raccomando l’hane finale!
Non so voi ma a me ricorda il nostro NA. Un piccolo sforzo su.

ne Il segno verticale sulla destra è un unico tratto, non confondetelo con le rotondità di NU!

ni E’ un misto tra un KO e un TA, con un sacco di hane.
Non fate l’errore di fare la barretta dritta, dategli la curvatura!

no Un perfetto ovale. Non tondo, ovale.
Non scoraggiatevi se all’inizio non viene bene, ci vuole pratica.

nu Bello è bello, ma non confondetelo con ME (più avanti) e con NE o RE! Sua maestà la rotondezza.

La serie delle H, B e P

Tre in una botta sola. Un nuovo (e unico) dakuten si affaccia per creare la serie P, il suo nome è maru (lett. cerchio).

In ordine: HA, HE, HI, HO, FU

serieh

In ordine: BA, BE, BI, BO, BU

serieb

In ordine: PA, PE, PI, PO, PU

seriep

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haは ば ぱ Prima di tutto, l’hane sulla sinistra. Poi il cerchietto sulla destra, che deve essere abbastanza largo.

heへ べ ぺ Difficile sbagliare. Il lato destro dev’essere meno lungo dell’altro. Meno male che è uguale alla sua controparte katakana, ma voi ancora non lo sapete.

hiひ び ぴ HI è difficile perchè non sempre viene armonioso. Abituatevi fin da subito a inclinarlo di 45° verso destra.

hoほ ぼ ぽ Identico a HA ma con due trattini.
Tanto lo so che li confonderete sempre.

fuふ ぶ ぷ No, questo è davvero difficile. Non capisco perchè complicarsi la vita così… Date retta a me, fate un “3” e appiccicateci a fianco due linguette. Tanto non vi verrà mai bene come in foto.

La serie delle M

Come per la serie N, anche qui nessun dakuten. Fate attenzione perchè nell’ultima parte molti caratteri si assomiglieranno, soprattutto ME.

In ordine: MA, ME, MI, MO, MU

seriem

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ma Prendete come riferimento ほ e allungate i tratti della parte destra.
Non vi so dire però se i trattini sono uguali o uno più lungo dell’altro.

me Per scrivere ME correttamente dovete pensare alla A senza il tratto verticale. Anche qui valgono le regole dei “nodi”.

mi Se non scriverete la parte superiore lunga abbastanza, MI non avrà il suo fascino abituale.

mo Assomiglia a MA nella forma, ma attenzione a non scriverlo nello stesso modo: la parte finale rientra verso l’interno senza incrociarsi!

mu Difficile da scrivere, se non date una base abbastanza larga alla sillaba. Ricordatevi l’hane!

La serie delle Y

Questa serie è importante, anche se composta da sole tre sillabe, perchè permette la creazione dei suoni impuri: dovrete imparare a scriverle anche a mezza misura.

In ordine: YA, YO, YU

seriey

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ya Difficile scriverlo bene subito. Fate attenzione al circoletto e fate il “corno”. Se il secondo corno taglia la parte sotto non fateci caso.

yo Anche questa difficile da scrivere, soprattutto se dovete scriverla a mezza misura. Cercate di collegare la parte centrale con il resto con un singolo tratto.

yu Assomiglia ad un MA, ma con il trattino che va solo verso destra.


La serie delle R

Questa è l’ultima delle serie completa che vedremo. La difficoltà sta nel distinguere tra loro la RA e la RI, ma soprattutto la RO con la RU: entrambe le coppie si differenziano per un piccolo particolare; un trattino nella prima e un cerchietto nella seconda.

In ordine: RA, RE, RI, RO, RU

serier

Cliccate sulla sillaba per vedere l’ordine dei tratti!

ra Alcuni dicono che assomiglia a CHI, senza la barretta verticale.
Alcuni mettono la barretta a fianco e non sopra, fate come siete più comodi.

re Vi ricordate NE? RE è uguale, solo che alla fine il tratto non diventa un cerchietto, ma continua verso l’esterno.

ri Molto simile a RA, può essere scritto intero o spezzato, come KI e SA. Qui assomiglia a い, ma non fatevi ingannare.

ro Per scrivere correttamente RO, allungate la stanghetta centrale fino a farla toccare con il circoletto.

ru Scrivete un RO e finitelo con un cerchietto.


La serie W

Siamo alla fine, finalmente. Ho chiamato questa serie “W” ma non gli si può dare un vero e proprio nome, in quanto ci sono due sillabe di cui una usata esclusivamente come particelle grammaticali e un suono consonantico “n”, l’unico carattere singolo di tutto il sillabario hiragana.

In ordine: WA, N, WO

seriew

Cliccate sulla sillaba per vedere l’ordine dei tratti!

wa Decisamente simile a NE, ma senza il circoletto.
Fate attenzione a rendere la pancia non tonda ma ovale.

n E’ una N dai, è uguale! Più che una “n” una “h” in corsivo, ma siamo li. Ricordate sempre di farla inclinata verso destra.

wo Sembra difficile a prima vista, ma vi posso assicurare che dopo un po’ di volte che lo scriverete vi verrà naturale. Non come FU, maledetto.

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